All’inizio le fai sbuffando, un po’ controvoglia, in cerca di qualunque tipo di aiuto o di facilitazione, pur di evitarle; eppure, in un modo o nell’altro, quando ci si trova a Perugia, tutte quelle scalette prima o poi presentano il conto.

Per visitare il magnifico centro storico non si può non fare almeno una salita, più o meno ripida: è uno dei tratti distitivi di Perugia, una delle sue peculiarità che si prestano ad una duplice interpretazione: odi et amo, amore ed odio.

Amore perchè le varie scalette – da quelle che da Sant’Ercolano portano in centro a quelle che da Piazza Cavallotti portano ad Elce (le famose, celebri ed infinite scalette dell’acquedotto) – si confondono e si amalgamano con il paesaggio e con il cuore del centro storico, facendo rivivere per un attimo la Perugia che fu, quella dei tempi antichi, medievale e persino, viste le sue origini storiche, etrusca.

E’ un atto d’amore che si conclude, simbolicamente, con la vista, nei pressi dell’Università per Stranieri, del famoso ed imponente arco etrusco, uno dei simboli di quella che i romani chiamavano Perusia.

Proprio l’Università è uno dei cuori pulsanti cittadini: oltre a quella per Stranieri, è l’Università degli Studi ad essere protagonista, fondata fin dal 1308: non è un caso che, procedendo a piedi, per raggiungere entrambe queste università (e le relative facoltà) si deve passare ( nella maggiorparte dei casi) per centro storico, complessi monumentali, vicoli e scalette non sempre di immediata comodità. Il centro del sapere perugino sembra nascondersi, ma in verità è una delle ultime tappe di un viaggio ideale tra storia, monumenti, giardini, chiese e campanili.

C’è un ultimo dettaglio prima che la lezione inizi: per chi proprio non può farne a meno, la lettura di un buon libro è un dovere irrununciabile. Percorrendo il centro in direzione del quartiere universitario di Elce, ce n’è per tutti i gusti: da una grande libreria Feltrinelli, dalla biblioteca umanistica davanti alla facoltà di lettere, alla piccola ma rinomata libreria Morlacchi, nell’omonima piazza nei pressi del teatro: Perugia e i libri, Perugia e il sapere, Perugia e la voglia di conoscenza si fanno vivi anche in questo ambito.

A noi, presi da questo viaggio, non resta che iniziarne un altro: quello della formazione, del lavoro e dell’approfondimento.

(Filippo Massetti)