Ci sono giovani che non studiano e non lavorano tanto che è nato un acronimo per indicarli: sono i NEET, dalla definizione inglese “not (engaged) in education, employment or training”. A dire la verità un termine non proprio nuovissimo, infatti fu usato per la prima volta nel 1999, anche se sta divenando tristemente famoso. Chi, come me, è alla soglia della laurea e sta per finire il percorso universitario e legge i dati della disoccupazione giovanile qualche preoccupazione di finire in questo gruppo ce l’ha. Eppure c’è chi dice che il lavoro c’è e che le aziende faticano a trovare figure professionali adatte da inserire nei loro organici. Il mondo dell’istruzione (superiore e universitaria) e quello del lavoro sembrano essere molto distanti e spesso con difficoltà di dialogare tra loro. Per fortuna c’è chi organizza momenti di incontro tra questi due mondi. Uno di questi appuntamenti è sicuramente quello che si svolgerà a Perugia dal 27 al 29 novembre. Nel capoluogo umbro si terrà la seconda edizione degli Stati generali dei giovani. Questa edizione è organizzata dalla Regione Umbria, AIDP Umbria, AIDP Giovani e Europe Direct Umbria, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Perugia e finanziata dal Programma Operativo Regionale P.O.R. del Fondo Sociale Europeo F.S.E. 2014-2020.

A pochi giorni dall’evento ho intervistato Adriana Velazquez, presidente dell’AIDP Umbria (Associazione Italiana per la Direzione del Personale) e ideatrice dell’iniziativa fin dalla prima edizione.

Come nasce l’idea di creare questo evento e come mai questo nome?
«L’idea è quella di colmare un gap che era (e ancora è) evidente fra la scuola e il mondo del lavoro, cioè tra chi forma l’offerta e chi rapprensenta la domanda di lavoro. Quando abbiamo pensato di parlare ai giovani abbiamo creato “Stati Generali dei Giovani: istruzione, formazione, lavoro”. Parliamo proprio di un percorso. Quest’anno siamo alla seconda edizione, con il supporto della Regione, e in particolar modo di Mara Fraticelli (responsabile della comunicazione del Fondo Sociale Europeo). Con lei, che ha un’esperienza importante nel mondo della comunicazione a livello nazionale ed europeo, abbiamo deciso di fare qualcosa di più sintetico, che rappresenti quest’evento, e ci è venuta l’idea di creare “STA-GE”. Mi piace sottolineare che – al di là del nome – è  un appuntamento importante sia per chi frequenta le scuole superiori sia per chi ha intrapreso un percorso universitario».

Quali sono le novità di questa seconda edizione?
«Nel 2016 la manifestazione si è svolta soltanto in una giornata, mentre quest’anno durerà tre giorni. Abbiamo capito che fare l’evento tutto concentrato in una giornata era troppo impegnativo per l’attenzione dei nostri giovani. Allora abbiamo pensato di approfondire un tema al giorno durante la mattinata e portare al pomeriggio tutta la parte pratica, le esperienze, le informazioni comunicative, il confronto con i datori di lavoro e lasciare solamente la parte di dialogo per il mattino. La prima giornata è dedicata agli studenti delle scuole superiori e avrà come tema LAVORO: PROGETTA IL TUO SOGNO! La seconda giornata è dedicata agli studenti universitari e avrà come tema DALL’UNIVERSITA’ AL LAVORO e si parlerà di come allenarsi per il futuro, di imprenditoria e di CV e colloqui di lavoro. La terza giornata si svilupperà nella mattina e si parlerà delle sfide formative per la società 4.0, di Università e impresa e del lavoro oggi e nel futuro».

Quali sono le aziende che parteciperanno all’evento? Di che settore sono principalmente?
«Abbiamo aziende da tutta Italia, due anni fa abbiamo portato in Umbria un evento di livello nazionale con delle eccellenze. In quell’edizione porteremo la metalmeccanica, l’aeronautica, la farmaceutica e anche il mondo della comunicazione e l’associazionismo. Quest’anno continuiamo a portare le eccellenze: tanti di noi hanno sempre sognato o sognano di lavorare per la Ferrari, o per Google, aziende che danno all’evento un respiro multinazionale. Questo senza nulla togliere a quello che sono le nostre eccellenze locali, che brillano anche a livello nazionale, perché offrono ai nostri giovani opportunità per lavorare all’estero. La nostra Regione ha piccole eccellenze che rappresentano anche le eccellenze italiane a livello mondiale, dalla metalmeccanica alla moda, all’alimentare e questo ci permette di fare un’offerta importante ai nostri giovani».

(Federico Poeta)