Il curriculum vitae non è solo un documento personale dove inserire tutto il tuo bagaglio di esperienze, ma la prima immagine che l’azienda ha di te. Redigere un curriculum non è mai semplice e nemmeno immediato: ci vuole tempo e fatica per poterlo ottimizzare.

Ma nella pratica, come è possibile ottimizzarlo, sapendo già in anticipo cosa prediligono i selezionatori?
Grazie a Serena Santagata, giurista d’impresa ed esperta di formazione della persona e del mercato del lavoro, ho imparato cosa avviene “dietro le quinte” in un processo di selezione.   Un selezionatore – in media – analizza un curriculum in 30 secondi.  E’ chiaro che per poter essere selezionati l’impatto visivo è fondamentale: quindi, primo consiglio che ti voglio dare è utilizzate elenchi puntati per snellire al meglio il documento.

Devi anche sapere che il 90% dei selezionatori, una volta individuato il candidato, non si limita alla rilettura del curriculum ma controlla anche i profili social (soprattutto Facebook). Ecco il secondo consiglio: arrivato alla fine del percorso studi evita di inserire foto che possono danneggiare la vostra immagine, inizia a fare un po’ di personal branding!
La stesura del curriculum, che sia europeo o personalizzato, deve essere coerente e ortograficamente corretta. Non c’è cosa più fastidiosa per un selezionatore di un candidato che afferma competenze non vere e incapace di scrivere in italiano corretto.
Ma veniamo alla parte più difficile. Come presentarsi al meglio in un documento? Cosa inserire e come inserirlo?

Partiamo dal principio. Seguendo sempre quanto illustrato in un seminario da Serena Santagata.

  • La foto, elemento essenziale, deve essere professionale: si preferisce un primo piano con abbigliamento adeguato. La camicia dà l’impressione di professionalità, meglio indossarla. Evita le magliette.
  • La sezione “anagrafica” deve contenere tutte le informazioni personali: dai dati personali, come nome, indirizzo e codice fiscale (ricorda che serve per un eventuale contratto), ai tuoi contatti, come numero di telefono, email e profili social. Inserisci sempre la firma! Dà la possibilità all’azienda di poter trattare i vostri dati personali per un eventuale assunzione.
  • La sezione “istruzione”, parte dove si indica il percorso di studi, deve contenere esclusivamente le scuole superiori e l’università. Per quanto riguarda l’inserimento del voto è consigliato qualora sia un voto eccellente, poiché l’esaminatore non dà molta rilevanza a questo dettaglio. Per una lettura tempestiva, consiglio di elencare le vostre esperienze scolastiche dalla più recente: se stiamo ancora frequentando un corso è appropriato inserire alla fine della sezione “attualmente iscritto al corso…”.
  • Le “esperienze lavorative” si differenziano da quelle formative. Per quanto riguarda la cronologia delle esperienze anche qui vige la regola di inserirle dalla più recente. Appropriato inserire la data di inizio e fine dell’esperienza lavorativa, oltre che la mansione che è stata svolta (il reclutatore capirà cosa sapete fare). E’ opportuno dare più peso alle esperienze professionali inerenti al corso di studi? Tutto dipende a quale azienda ci si candida. Ovviamente se sei studente e vanti poche esperienze inerenti al corso di studi, è adeguato inserire tutte le esperienze.
  • Le “esperienze formative” sono tutte quelle esperienze extracurriculari: dalla partecipazione a stage o a eventi che hanno inciso sulle vostre competenze.
  • Veniamo all’ultima sezione, le “competenze”. Non sottovalutare questa sezione, è quella che più incide sul tuo futuro lavoro, perché è la parte che esaminano di più. In questa parte vanno inserite le competenze linguistiche, informatiche e personali (definite anche soft skill). Qui è dove devi dare il meglio di te stesso: dai un’immagine positiva, attraverso l’uso di parole adeguate e comprensibili. Inoltre inserisci anche i tuoi hobby, dicono molto di come sei e cosa sai fare. Ricordati che non state scrivendo un poema, ma un documento di presentazione. Quindi in ogni sezione devi essere esaustivo.

Buon ricerca del lavoro.

(Martina Sallei)