La resilienza è la capacità di far fronte a situazioni avverse, riuscire a riorganizzare positivamente la propria vita nonostante situazioni difficili e negative. Non può esistere pensiero più nobile nel far credere a un uomo di potercela fare, di sapersi rialzare dopo un qualcosa che ha gli ha fatto smettere di credere nel futuro. Nell’attuale momento socio-politico europeo e internazionale, attraversato da dinamiche di forte cambiamento dovute alla crisi economica, alla globalizzazione e alla presenza di criticità in tutti gli ambiti della vita privata e sociale della popolazione c’è un bisogno di dover ritrovare dei punti di riferimento.

In questo panorama si devono aiutare i ragazzi nella loro fase di “shift” ovvero nel loro percorso di crescita vi è una fase di passaggio non solamente fisica ma mentale. Lo stimolo che si dovrebbe dare ai giovani d’oggi, in Italia e nel mondo, è quello di far crescere in loro uno spirito di rinnovamento che funga da deterrente,che punti a formare i giovani all’intraprendenza e non ad un mero vittimismo frutto di una realtà avversa e spesso di complessa conoscibilità.

Le difficoltà dei giovani non sono solamente riferite alla ricerca incessante di occupazione ma anche dal saper interpretare il mondo in cui vivono. C’è un’ampia percentuale di giovani che non crede più in un futuro,essi sono gli scoraggiati, gli illusi e sono frutto di un’incertezza finanziaria, culturale, personale e di valori. Siamo una generazione di inetti. La completa indifferenza regna e fa da protagonista. La forma più manifesta dell’inettitudine del secolo sono i social networks. Una pigrizia congenita ci fa credere nel poter risolvere tutto con un “click” ma questa non è la realtà, non è la vita vera.

La vita è una salita ad ostacoli e l’assunzione di responsabilità è il primo passo per riuscire a manovrarla e a dirigerla verso quelli che sono i nostri scopi di vita e una propria realizzazione personale. Le avversità non possono far altro che accrescere la nostra autostima e non abbatterla,ci deve rendere persone migliori che donano il proprio sapere altrove perché sentirsi bene con sé stessi è fondamentale per star bene con gli altri.

Nonostante le ambiguità del nostro vivere “ciò che non ci uccide, ci rende più forti” (Friedrich Nietzsche) ed è questo il fulcro del pensiero resiliente: combattere per ciò in cui si crede seguire un obiettivo con costanza e impegno poiché esso porterà dove non si sarebbe mai immaginato.

(Silvia Torricelli)